Microplastiche: cause, rischi per la salute e possibili soluzioni efficaci
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Microplastiche in casa: cosa sono, rischi e come evitarle
Le microplastiche sono ovunque, anche dove meno te lo aspetti: nella polvere del soggiorno, nell'acqua del rubinetto e persino nei residui che il detersivo lascia sui tuoi vestiti dopo ogni lavaggio. Questi minuscoli frammenti di plastica, inferiori a 5 millimetri, entrano nelle nostre case in modo silenzioso, spesso proprio attraverso i prodotti che usiamo per pulire. In questo articolo scoprirai da dove arrivano le microplastiche, quali rischi comportano per la tua salute e per l'ambiente, e soprattutto quali alternative concrete hai a disposizione per ridurle, a partire dalla scelta dei detersivi giusti.
Microplastiche: cosa sono e come si classificano
Le microplastiche sono particelle di plastica con dimensioni inferiori a 5 millimetri. Possono essere sfere microscopiche, fibre sottilissime o frammenti irregolari, spesso invisibili a occhio nudo. Si dividono in due categorie principali.
Le microplastiche primarie sono prodotte intenzionalmente e aggiunte a prodotti di uso quotidiano. Le trovi nei detersivi come agenti abrasivi, nei cosmetici come microgranuli esfolianti, e nelle capsule di detersivo come materiale di incapsulamento per le fragranze. Secondo un'indagine di Greenpeace condotta sul mercato italiano, il 23% dei detergenti per bucato, superfici e stoviglie contiene almeno un ingrediente in plastica, spesso in forma liquida o semisolida.
Le microplastiche secondarie derivano invece dalla degradazione di oggetti di plastica più grandi. Bottiglie, sacchetti, imballaggi e tessuti sintetici si frammentano nel tempo per effetto di sole, vento e usura meccanica, generando milioni di microparticelle che finiscono nell'aria, nel suolo e nelle acque.
Capire questa distinzione è fondamentale: sulle microplastiche primarie puoi agire subito, scegliendo prodotti che non le contengono.
Come entrano le microplastiche in casa tua
Il problema delle microplastiche non è solo ambientale: è domestico. Ogni volta che fai il bucato o pulisci casa, potresti rilasciare plastica senza saperlo. I canali principali sono due.
Microplastiche dal bucato in lavatrice
I capi in tessuti sintetici come poliestere, nylon e acrilico rilasciano a ogni lavaggio centinaia di migliaia di microfibre plastiche. Uno studio dell'Istituto per i polimeri del CNR ha confermato che queste fibre passano attraverso i filtri delle lavatrici e gli impianti di depurazione, finendo nei fiumi e nel mare. Ma una parte torna anche nell'ambiente domestico sotto forma di polvere e aerosol.
Microplastiche nei detersivi e detergenti
Molti detersivi tradizionali contengono microplastiche aggiunte intenzionalmente alla formula. Vengono utilizzate come agenti abrasivi, per controllare la schiuma o per incapsulare fragranze e principi attivi. Il problema è che per i detersivi non è obbligatorio indicare la lista completa degli ingredienti sulla confezione, quindi è difficile sapere cosa stai realmente usando. Tra gli ingredienti da evitare ci sono diciture come Polyethylene, Nylon, Polyurethane e Styrene Copolymer.
Il risultato è un'esposizione quotidiana che avviene attraverso l'aria che respiri in casa, l'acqua che usi e la polvere che si deposita sulle superfici.
I rischi delle microplastiche per la salute e l'ambiente
Cosa succede nel nostro organismo
Le microplastiche entrano nel corpo umano principalmente attraverso tre vie: inalazione, ingestione di alimenti contaminati e contatto con l'acqua. Secondo le ricerche più recenti, queste particelle riescono ad attraversare la mucosa intestinale e ad accumularsi in organi e tessuti. Gli studi sono ancora in corso, ma gli effetti potenziali includono infiammazioni croniche, alterazioni del microbiota intestinale e rilascio di sostanze chimiche tossiche legate ai plastificanti e agli additivi presenti nelle microplastiche.
L'impatto sull'ecosistema
Le microplastiche rappresentano una minaccia concreta per la biodiversità. Vengono ingerite da pesci, molluschi, uccelli e altri animali, accumulandosi lungo la catena alimentare fino ad arrivare, di nuovo, nei nostri piatti. Un depuratore di una grande città italiana può rilasciare nell'ambiente fino a 160 milioni di microplastiche al giorno solo attraverso le acque di scarico. L'impatto non si limita agli ecosistemi acquatici: anche il suolo e l'aria sono ormai contaminati.
Come ridurre le microplastiche in casa: soluzioni pratiche
La buona notizia è che puoi fare molto per ridurre l'esposizione alle microplastiche nella tua vita quotidiana. Ecco le strategie più efficaci.
Scegli detersivi senza microplastiche
La prima azione concreta è sostituire i detersivi tradizionali con alternative formulate senza plastica. I detersivi in fogli, come quelli di Natulim, eliminano il problema alla radice: non contengono microplastiche, sono realizzati con ingredienti di origine vegetale e il packaging è in cartone biodegradabile, senza nemmeno un grammo di plastica. In più sono certificati ECOCERT e testati dermatologicamente, adatti anche alle pelli più sensibili.
Questo tipo di prodotti rappresenta il futuro della pulizia domestica: efficace quanto i detersivi convenzionali, ma con un impatto ambientale radicalmente inferiore. Oltre 20.000 famiglie in Italia hanno già fatto il cambio.
Consigli pratici per il bucato
Oltre alla scelta del detersivo, puoi adottare alcune abitudini per ridurre il rilascio di microplastiche durante il lavaggio. Lava i capi sintetici meno frequentemente e a temperature più basse, perché il calore aumenta il distacco delle fibre. Utilizza sacchetti appositi per catturare le microfibre prima che finiscano nello scarico. Quando possibile, prediligi capi in fibre naturali come cotone, lino o lana.
Alternative ecologiche per tutta la casa
La transizione verso una pulizia senza microplastiche non riguarda solo il bucato. Per i piatti, esistono detersivi in polvere concentrata con il 94,4% di ingredienti naturali che sostituiscono i classici flaconi in plastica. Per i pavimenti, i detersivi in fogli idrosolubili offrono la stessa efficacia senza generare rifiuti plastici. Ogni prodotto che scegli senza microplastiche è un passo concreto verso una casa più sana.
Il quadro normativo: cosa sta cambiando in Europa
Le istituzioni europee stanno prendendo provvedimenti. L'ECHA (Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche) ha proposto una restrizione sull'uso di microplastiche aggiunte intenzionalmente nei prodotti commerciali, con periodi transitori che vanno da 4 a 12 anni a seconda della categoria. L'Italia ha già vietato dal 2020 l'uso di microplastiche nei cosmetici da risciacquo. Se approvata nella sua forma più ampia, questa normativa potrebbe ridurre il rilascio di oltre 40.000 tonnellate di plastica nell'ambiente ogni anno.
Non serve però aspettare le leggi: la scelta consapevole dei prodotti che usi ogni giorno è già il modo più diretto per proteggere la tua famiglia e l'ambiente dalle microplastiche.
Conclusione
Le microplastiche sono un problema reale che parte dalle nostre case, ma che possiamo affrontare con scelte semplici e informate. Sostituire i detersivi tradizionali con alternative senza plastica, come i fogli di detersivo e le pastiglie ecologiche, è il primo passo concreto. Non si tratta di rinunciare all'efficacia: i prodotti di nuova generazione puliscono allo stesso livello dei detergenti convenzionali, senza rilasciare microplastiche nell'ambiente.
Se vuoi iniziare a cambiare le tue abitudini di pulizia, scopri la gamma completa di prodotti Natulim: detersivi in fogli per il bucato, pastiglie per la lavastoviglie e detergenti per la casa, tutti formulati senza microplastiche e con packaging plastic-free.